Teatro Greco

Il termine teatro greco intende tutto ciò che ha a che fare con l’arte teatrale dell’antica Grecia.L’arte teatrale greca è quella che si è sviluppata in particolare modo a partire dal V secolo a.C..In quel periodo frequentemente i Greci organizzavano delle particolari manifestazioni teatrali in cui spesso si sfidavano tre autori teatrali greci, i quali si contendevano la vittoria finale, la quale veniva decretata da una giuria composta da dieci giudici provenienti dalle varie tribù.Gli attori erano sempre maschi e interpretavano sia parti maschili sia parti femminili;per interpretare i loro ruoli indossavano sempre una maschera che rendesse riconoscibile la parte da loro interpretata.

Lo spettacolo del teatro Greco, si realizzava entro uno spazio specifico, l’edificio teatrale, che utilizza un pendio naturale (una collina) su cui viene impiantato un sistema di gradinate a semicerchio intorno al coro. Il coro agisce a livello terra in uno spazio denominato ‘orchestra’ (‘orcheomai’ – ballare). Il coro danza e canta mentre l’attore recita. Sul fondo dell’orchestra c’è la skené, che non è ancora la nostra scena, ma un povero edificio (in legno, come l’intero teatro) che serve all’attore per vestirsi. 

La skené ha l’apparenza di un palazzo reale o di un tempio e spesso ha una porta. L’attore usciva dalla skené su un piccolo palco (logeion) e dialogava con il coro. Il coro è rappresentato prima da 12 e poi da 15 persone e inizialmente c’è un solo attore (sempre maschi). In seguito Eschilo introduce un secondo e Sofocle un terzo attore. Oltre gli attori anche i membri del coro portavano le maschere sul volto. Questo spettacolo era organizzato dallo Stato ateniese, il quale pagava solo gli attori (i primi attori sono anche autori), mentre il coro era pagato dai ricchi cittadini privati. In questo modo lo Stato riconosceva la funzione civile del teatro. I teatri più importanti sono il teatro di Siracusa e quello di Atene.

La tragedia greca trattava del mito, degli dei, degli eroi e delle eroine, ma dentro il mito c’era sempre l’interrogazione sul destino umano (il fato), e questo destino è sempre tragico presso i Greci. Nel mondo tragico non c’è redenzione. Aristotele individua il modello di tragedia perfetta nell’Edipo re di Sofocle. Secondo lui, la tragedia ha un carattere elevato e mette in scena uomini superiori a quelli della realtà (la commedia invece quelli inferiori). La tragedia produce, mediante pietà e terrore la catarsi dei sentimenti, cioè produce una purificazione delle passioni. 

Tutti gli intrecci delle tragedie che ci sono pervenute (32) trattano vicende estreme. I personaggi aristocratici delle tragedie sono la proiezione di desideri trasgressivi che i membri di una società ordinata, civile e democratica possono solo sognare, e che non possono consentirsi di praticare.

Teatro greco

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